Rete unica, il Governo spinge per un piano condiviso

ServiziotlcIl Governo punta al «pieno coinvolgimento» degli operatori alternativi sul progetto di rete unica che dovrebbe svilupparsi sull’asse Tim-Open Fiber. È stato ribadito in un incontro al Mef con gli ad di Sky, Wind Tre e Vodafonedi Andrea BiondiBernabè: rete unica, meglio accordi tra Telecom e Open FiberIl Governo punta al «pieno coinvolgimento» degli operatori alternativi sul progetto di rete unica che dovrebbe svilupparsi sull’asse Tim-Open Fiber. È stato ribadito in un incontro al Mef con gli ad di Sky, Wind Tre e Vodafone2′ di letturaIl Governo punta al «pieno coinvolgimento» degli operatori alternativi sul progetto di rete unica che dovrebbe svilupparsi sull’asse Tim-Open Fiber. E con questo obiettivo agli ad di Sky Italia, Wind Tre e Vodafone, ieri mattina durante un incontro al ministero dell’Economia è stato ribadito il messaggio: l’intenzione è quella di accelerare sulla realizzazione di una società unica per l’implementazione della rete in banda ultralarga in Italia, ma con la piena condivisione degli altri operatori. Tutto questo prendendo in seria considerazione l’idea, anche, di poterli avere «a bordo».Sul progetto della società unica della rete (AccessCo) in cui far “sposare” Tim e Open Fiber, – o per dire più correttamente FiberCop (e quindi asset Tim uniti in parte ad asset di Fastweb con la partecipazione del fondo Kkr) e la controllata di Enel e Cdp – ieri Maximo Ibarra, Jeffrey Hedberg e Aldo Bisio sono stati ricevuti al Mef in un incontro cui dall’altra parte erano presenti Luigi Carbone, capo di gabinetto del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri Roberto Chieppa e Francesco Fortuna, capo di gabinetto del ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli.Anche dallo schieramento degli interlocutori i tre ad hanno sicuramente avuto un feedback di grande attenzione del Governo per questo progetto di creazione di una società unica della rete il cui obiettivo è stato più volte indicato nella necessità di far uscire l’Italia dalle secche del ritardo digitale che ogni anno, peraltro, è ribadito dal rapporto Desi dell’Unione Europea.È vero che quel ritardo affonda per gran parte (e in misura sempre crescente) le sue radici nel gap delle competenze digitali più che nella mancanza di infrastrutture. Ma dall’altra parte gli stessi dati in arrivo da Bruxelles segnalano come nelle velocità sopra i 100 Mbps (e fino a 1 Giga) le connessioni coprano solo il 30% degli italiani, contro il 44% della media Ue, con una diffusione del servizio ancora più risicata visto che le famiglie con abbonamenti ad almeno 100 Mbps al 2019 erano il 13% contro il 26% di media Ue.Il modello Ftth (fibra fino a casa) tendente al Giga è quello su cui i tre operatori – tutti e tre clienti di Open Fiber – spingono e rappresenta la prima condizione evidenziata anche ieri nell’incontro al Mef. A questa si uniscono gli altri punti imprescindibili, ribaditi del resto l’altroieri nell’incontro con gli ad di Cdp, Fabrizio Palermo e Tim, Luigi Gubitosi: serve un operatore non verticalmente integrato, capace di garantire condizioni di neutralità e indipendenza.


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Acqua più preziosa dell’oro? Negli Usa il primo future tenta gli speculatori

Entro fine anno il Cme Group quoterà un contratto future sull’acqua, simile a quelli che esistono per altre commodity come l’oro o il petrolio. L’iniziativa, senza precedenti, rischia di sollevare timori e polemiche3′ di letturaIrrinunciabile, insostituibile e sempre più scarsa. È l’acqua la commodity più preziosa. E presto – proprio come l’oro o il petrolio – avrà una quotazione di mercato, influenzata dalle leggi della domanda e dell’offerta, ma anche potenzialmente (e forse inevitabilmente) da manovre di speculazione finanziaria.A infrangere uno degli ultimi tabù del capitalismo è il Cme Group, che in collaborazione con Nasdaq ha annunciato la creazione del primo future al mondo sull’acqua. Il contratto, che debutterà nel quarto trimestre sulla piattaforma Globex, impiega come sottostante il Nasdaq Veles California Water Index, che a sua volta rispecchia il prezzo dei diritti sull’acqua in California: un mercato da 1,1 miliardi di dollari, che proprio in questo periodo è sotto i riflettori per i devastanti incendi che imperversano in gran parte dello Stato, provocati anche dalla siccità.Protezione dal rischioIl future, spiega il Cme, potrà servire come strumento di risk management, per aiutare le municipalità, le aziende agricole e le imprese industriali a proteggersi dai rischi economici legati alle carenze idriche. Il 40% dell’acqua consumata in California è destinata all’irrigazione, con costi molto elevati soprattutto per alcune colture, ad esempio quella delle mandorle.Nelle ambizioni della Borsa, tuttavia, il future non ha una valenza esclusivamente locale: col tempo il Cme spera che diventi un benchmark, una sorta di termometro in grado di segnalare il livello di allarme sull’acqua anche a livello globale.È il Cme stesso a suggerire che la temperatura – e dunque il valore dell’investimento – è destinato a salire, sulla spinta del cambiamento climatico, dell’inquinamento e della crescita demografica, che spinge a un maggiore ricorso a metodi di coltivazione intensiva.


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La Bologna Business School investe 15 milioni e raddoppia gli spazi con un nuovo campus green

ServizioFormazioneIntervento di 3.300 mq sui colli bolognesi affidato a Mario Cucinella Architects recuperando vecchi edifici attorno a Villa Guastavillanidi Ilaria Vesentini
Intervento di 3.300 mq sui colli bolognesi affidato a Mario Cucinella Architects recuperando vecchi edifici attorno a Villa Guastavillani3′ di letturaAlla storica villa Guastavillani del Settecento si aggiungeranno nel giro di un paio d’anni spazi moderni ed ecosostenibili ricavati da una casa colonica e da un vecchio forno: la Bologna Business School, l’alta scuola di management dell’Alma Mater, il più antico ateneo d’Europa, più che raddoppia gli spazi e dà il via i lavori per 3.300 metri quadrati del nuovo campus incastonato nei colli bolognesi che dominano le Due torri, che da vent’anni richiama studenti da tutto il mondo con i suoi programmi post laurea.L’investimento da 15 milioni di euro, affidato a Mario Cucinella Architects e sostenuto economicamente anche dalle industrie del territorio (e della motor valley in particolare), darà respiro alla BBS, costretta durante la pandemia a spostare parte delle aule nei padiglioni della fiera, e ai piani di sviluppo, come spiega il “dean” Massimo Bergami: «Non ci stiamo fisicamente più nell’attuale sede, siamo cresciuti. La nostra aspettativa è iniziare a usare il campus da settembre 2021, anche se non potrà essere tutto terminato per quella data. Avremmo voluto, ma sono state necessarie molte autorizzazioni per l’adeguamento dei volumi e l’impatto sul paesaggio e poi ci si è messo il Covid.La disponibilità di alcuni immobili proprio di fronte a Villa Guastavillani ci ha fatto decidere di crescere qui, dove siamo nati. Il nostro campus bolognese si è trasformato in un ecosistema, sempre più attrattivo per le competenze e conoscenze internazionali. È in contesti come la BBS che vanno giocate le carte per fare ripartire l’economia e lo sviluppo della società, creando nuove competenze per l’impiego delle tecnologie digitali, dei big data e per la guida della transizione verso la sostenibilità economica e sociale».«Abbiamo perso un po’ di tempo per le vicende che conosciamo – conferma Mario Cucinella entrando nei dettagli architettonici di un intervento “leggero’” che semplifica le strutture in modo da inserirsi in maniera silenziosa nel contesto delle colline bolognesi, attraverso volumi trasparenti che si mimetizzano con la natura e il paesaggio – ma non partiamo da zero. Gli spazi della casa rurale hanno già un impianto e vanno rifatti tutti ex novo e i volumi che vengono demoliti hanno già una parte di interrato».E Romano Prodi, invitato al taglio del nastro dei cantieri evidenzia che se la Business school della città “straripa” è perché «C’è un corpo di insegnanti di altissimo livello, di sartoria raffinata, più forte di quello delle school concorrenti. La BBS deve essere internazionale, ma anche legata alla sua Università. Arriva ora un impasto tra sede antica, che affascina i visitatori stranieri, e sede moderna, come necessario adeguamento. È un intervento che costa molto ed è stata una fatica terribile avere il finanziamento per poter partire, ma ora lo slancio c’è».


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SoftBank vende i chip di Arm a Nvidia. Affare da oltre 40 miliardi di dollari

Le mani sul mobileIl colosso delle Gpu ha confermato che intende acquisire la britannica Arm. Si attende solo l’ufficialitàdi L.Tre.Investire sulla tecnologia nonostante le recenti perditeIl colosso delle Gpu ha confermato che intende acquisire la britannica Arm. Si attende solo l’ufficialità2′ di letturaNvidia ha confermato che intende acquistare il gigante di chip mobile Arm per 40 miliardi di dollari dalla giapponese SoftBank. L’offerta in denaro e azioni consentirà all’azienda guidata dal miliardario Masayoshi Son di rilevare l’8,1% di Nvidia e sarà completata a marzo 2022.Con questa mossa il primo produttore al mondo di schede grafiche e Gpu mette le mani su smartphone e dispositivi mobili. Apple, Samsung e Qualcomm sono i nomi di grossi che utilizzano i processori Arm. La casa di Cupertino ha annunciato che inizierà la transizione verso questa architettura chip anche sui computer Mac.Cosa cambia per NvidiaPer l’azienda guidata dal carismatico Jensen Huang l’operazione permetterebbe anche di salire a bordo del mondo automotive, della robotica e del gaming con una piattaforma più agile di quella in loro possesso.Nvidia infatti lavora già con Nintendo nel mondo dei videogiochi e con nomi come Volskswagen in quello dell’auto. Progetti sull’intelligenza artificiale sono avviati anche con Uber e Baidu.Avere accanto ai processori grafici le Cpu di Arm è quindi un modo per offrire servizi integrati sull’Ai in una piattaforma hardware per una più ampia varietà di dispositivi. Quanto a Softbank, se il prezzo venisse confermato il premio sarebbe del 25% in circa quattro anni. Ma gli occhi ora sono tutti puntati su Nvidia. Quattro anni fa, quando i giapponesi comprarono Arm, l’azienda di Gpu valeva 30 miliardi di dollari. Oggi la capitalizzazione è dieci volte superiore.


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McLaren in crisi nera vende il quartier generale di Woking

autoL’obiettivo è un bilancio più solido per assicurare al gruppo britannico «una piattaforma sostenibile per la crescita e gli investimenti a lungo termine»L’obiettivo è un bilancio più solido per assicurare al gruppo britannico «una piattaforma sostenibile per la crescita e gli investimenti a lungo termine»2′ di letturaCome se la Ferrari vendesse Maranello. Il costruttore britannico di auto sportive McLaren ha messo in vendita il suo modernissimo quartier generale di Woking nel tentativo di ‘raddrizzare’ la sua situazione finanziaria compromessa negli ultimi mesi anche per effetto della pandemia. Lo riferisce il magazine britannico Autocar, specificando che il vasto immobile costruito nel 2004 e composto da tre edifici separati in un vasto parco è stato proposto per la vendita, ed un successivo lease back, a 200 milioni di sterline, pari a 217 milioni di euro. Il sito di Woking comprende il McLaren Technology Center, il più recente McLaren Production Center (utilizzato principalmente per la produzione di auto stradali) e il McLaren Thought Leadership Center.«La potenziale vendita e il lease back della nostra sede centrale – ha dichiarato ad Autocar un portavoce della McLaren – fanno parte, assieme alla scelta di un gruppo di banche impegnate nella ristrutturazione del debito e ad un aumento di capitale, della strategia di rifinanziamento globale che abbiamo annunciato all’inizio di quest’anno. Il tutto per fornire un bilancio più solido assicurando che il Gruppo McLaren abbia una piattaforma sostenibile per la crescita e gli investimenti a lungo termine».La vendita del sito di Woking è l’ultimo atto della McLaren per migliorare i suoi flussi di cassa. A maggio ha tagliato 1.200 posti di lavoro – più di un quarto della sua forza lavoro – nelle divisioni Applied, Automotive e Racing. E successivamente ha negoziato prestiti utilizzando come garanzia la sua collezione di auto d’epoca. «Questo è senza dubbio un momento difficile per la nostra azienda – ha affermato Paul Walsh, presidente esecutivo del Gruppo McLaren – e in particolare per il nostro personale, ma intendiamo emergere come un’azienda efficiente e sostenibile con una chiara rotta per il ritorno alla crescita».


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Chiapparoli (Barclays): «L’ingresso dello Stato nelle infrastrutture motore per ripartire»

intervistaIl country manager di Barclays per l’Italia: «Mantenere sotto controllo il virus e tornare a investire»di Carlo FestaIl country manager di Barclays per l’Italia: «Mantenere sotto controllo il virus e tornare a investire»3′ di letturaLa situazione è difficile ma l’Italia ha la forza e le risorse per superare le complessità post-pandemia. «In questa fase sono due le priorità per far ripartire l’Italia – spiega Enrico Chiapparoli, country manager di Barclays in Italia, una delle banche estere con la maggiore tradizione tra i confini tricolori – da una parte è essenziale mantenere sotto controllo il virus, in quanto un secondo lockdown sarebbe un disastro per l’economia. È necessario mantenere aperto il Paese. La seconda priorità è investire: ad esempio, diventa rilevante investire in salute. Quando a marzo siamo stati colpiti da questo virus, i nostri numeri di posti letto in terapia intensiva erano inferiori a quelli di molti Paesi europei, in primo luogo della Germania. Poi c’è da colmare un gap infrastrutturale e tecnologico del Paese: sarà quindi necessario investire su infrastrutture fisiche e digitali».Le partite d’autunnoIl tema delle infrastrutture resta quello più “caldo”, anche per il mondo finanziario: tante le partite aperte che vanno tutte in un’unica direzione. L’autunno si prospetta quindi particolarmente intenso perché potrebbero essere annunciate diverse operazioni, alcune di interesse pubblico come il riassetto di Aspi o il dossier della rete unica Open Fiber-Fibercop, con l’ingresso nella partita di gruppi di emanazione statale come come Cdp sia potenzialmente di gruppi privati esteri come Macquarie e Kkr. C’è poi il dossier Sia-Nexi, dove la stessa Cassa Depositi e Prestiti punta a creare un campione nel settore dei pagamenti digitali.Lo Stato e gli investimenti«L’ingresso dello Stato nelle partite finanziarie – continua Chiapparoli – da una parte può favorire la ripartenza degli investimenti. D’altra parte c’è anche da dire che l’attuale situazione geopolitica è complicata e ogni Paese al mondo vuole controllare bene dove finiscono le proprie aziende strategiche. Ogni qualvolta c’è un ribasso di Borsa nasce il timore che queste aziende vengano comprate da colossi esteri e i Governi intervengono: il Governo Italiano non fa eccezione a quanto sta avvenendo nel mondo. Ciò non significa che l’attività di acquisizione sia impedita ai gruppi esteri in toto, ma servono sicuramente tempi più lunghi per le necessarie autorizzazioni.La spinta all’aggregazioneSarà anche un periodo di grosse spinte al consolidamento nel settore delle fusioni e acquisizioni: «In alcuni settori il regolatore è favorevole al consolidamento, E in altri settori più colpiti dal Covid come turismo, crociere e voli aerei, la spinta all’aggregazione sarà una necessità. Con la crisi sanitaria l’attività delle imprese finalizzata a fusioni e acquisizioni si è temporaneamente bloccata per alcuni mesi ma adesso è ripartita. Tra luglio e agosto si è lavorato a diverse operazioni. Grazie alla politica monetaria, con tassi d’interesse ai minimi e con la decisione della Fed di prolungare questa politica, gli indici azionari sono tornati vicini ai massimi. E altre di natura privatistica come Telepass e Serie A. Barclays ha annunciato la prima operazione post-Covid già a maggio con la cessione di Permasteelisa ad Atlas Holding. Uno dei volani per le imprese che vogliono continuare a crescere e investire potrebbe essere la spinta del private equity, che è complementare alle imprese familiari. Si è visto come i fondi siano fondamentali per la crescita, per esempio, in storie come Golden Goose e Forgital che abbiamo finanziato negli ultimi mesi».La ripresa degli sbarchi in BorsaIn autunno si attende anche la ripresa delle quotazioni a Piazza Affari: «Altrettanto importante sarà la ripresa delle quotazioni – dice Chiapparoli – a Piazza Affari. Negli Stati Uniti, per esempio, il mercato delle quotazioni si è ripreso, soprattutto per società del settore tecnologico, già da giugno; in Europa invece la ripresa delle quotazioni sta invece cominciando ora. Di recente a Londra abbiamo annunciato la quotazione di The Hut Group; un’operazione da quasi un miliardo di sterline per un retailer online che avrà una capitalizzazione di oltre 5 miliardi dopo la quotazione. In Italia, si è già quotata Gvs e si attende l’autunno per capire quali sono le altre possibili operazioni di fine anno o di inizio 2021».


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Italmobiliare sale all’80% di Officina Profumo Farmaceutica

holdingL’operazione ha comportato un esborso pari a 120 milioni di euro(IMAGOECONOMICA)L’operazione ha comportato un esborso pari a 120 milioni di euro1′ di letturaÈ stato perfezionato oggi l’acquisto del 60% del capitale di Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella da parte di Italmobiliare. Ad esito dell’operazione, conclusa in data odierna che ha comportato un esborso pari a 120 milioni di euro, la holding della famiglia Pesenti incrementa la propria quota nella società all’80% dal 20% detenuto in precedenza.«Sentiamo la responsabilità della storia di un’azienda che è patrimonio di Firenze ed emblema del Made in Italy nel mondo- sottolinea il Consigliere delegato di Italmobiliare Carlo Pesenti, che assume la carica di nuovo presidente di Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella – . L’impegno di Italmobiliare mira a preservare l’autenticità dei prodotti e a sviluppare ulteriormente il valore generato dalla società non solo per azionisti e dipendenti ma anche per tutta la città, che ha saputo negli anni conservare e valorizzare una attività così singolare e prestigiosa».Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella ha realizzato nel 2019 su base consolidata pro forma un fatturato pari a circa 31,5 m e un mol pari a oltre 12 milioni con una posizione di cassa netta di 19 milioni.


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Iliad a 6 milioni di abbonati in Italia, telefonia fissa nel 2021

tlcNel primo semestre il gruppo ha realizzato in Italia un fatturato di 312 milioni di euro, in progresso del 76% su 12 mesi, di cui 162 milioni nel secondo trimestre (+68%)Il ceo del gruppo, Thomas Reynaud (Afp) Nel primo semestre il gruppo ha realizzato in Italia un fatturato di 312 milioni di euro, in progresso del 76% su 12 mesi, di cui 162 milioni nel secondo trimestre (+68%)2′ di letturaIl gruppo di tlc Iliad ha registrato nel primo semestre un utile netto consolidato di 208 milioni di euro, in forte crescita dai 62 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il fatturato è in aumento del 6,8% a 2,78 miliardi. “La prima tappa del piano di trasformazione Odyssee 2024 è riuscita perché registriamo un forte rimbalzo della performance commerciale e un ritorno alla crescita”, ha commentato il ceo del gruppo francese Thomas Reynaud, aggiungendo che ora Iliad entra “nella seconda fase del piano con l’apertura di numerosi cantieri nei prossimi trimestri, in particolare il lancio delle attività B2B in Francia e del fisso in Italia”.Il numero totale degli abbonati in Francia risulta di 19,97 milioni (+145mila nel trimestre). In Italia gli abbonati sono aumentati di 454mila in tre mesi a un totale di 6,26 milioni. Resta confermato l’obiettivo di raggiungere l’equilibrio in termini Ebitda in Italia con meno del 10% del mercato e di arrivare a ricavi per 1,5 miliardi sul lungo termine. Nel primo semestre Iliad ha assunto oltre 1.000 collaboratori, per il 28% di età ra i 18 e i 24 anni e ha “rinunciato a ricorrere alla cassa integrazione” durante il periodo di confinamento per il Covid-19.Iliad intende lanciare le attività di telefonia fissa in Italia prima dell’estate 2021. Lo indica il comunicato sui conti semestrali del gruppo di tlc francese. Nella Penisola, Iliad «in due anni ha conquistato l’8% del mercato», sottolinea la nota. Nel primo semestre il gruppo ha realizzato in Italia un fatturato di 312 milioni di euro, in progresso del 76% su 12 mesi, di cui 162 milioni nel secondo trimestre (+68%) «in un contesto contrassegnato dalla crisi sanitaria ed economica legata al Covid-19». La perdita Ebitda ammonta a 84 milioni, in miglioramento dal rosso di 108 milioni del primo semestre 2019. Gli investimenti, escluse le frequenze, sono stati pari a 223 milioni di euro, di riflesso all’espansione della rete mobile nel Paese.(Il Sole 24 Ore Radiocor)


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Buffett scommette sul Giappone: punta 6 miliardi $ su 5 conglomerati 

il novantenne investitoreQueste cinque società giapponesi hanno profonde ramificazioni sia nell’economia giapponese che internazionale, e in un’ampia varietà di settori di attività (metalli, energia, chimica, alimentare, distribuzione, immobiliare)Warren Buffett (Reuters) Queste cinque società giapponesi hanno profonde ramificazioni sia nell’economia giapponese che internazionale, e in un’ampia varietà di settori di attività (metalli, energia, chimica, alimentare, distribuzione, immobiliare)2′ di letturaLa holding Berkshire Hathaway dell’investitore americano Warren Buffett ha annunciato di aver superato la soglia del 5% del capitale in cinque grandi società di trading giapponesi, e mantiene la possibilità di salire al 9,9% in ciascuna di esse. Le cinque società interessate sono Itochu, Marubeni, Mitsubishi Corp, Mitsui & Co e Sumitomo Corp, secondo un comunicato stampa della holding, che specifica di aver costruito le proprie posizioni in un periodo di circa 12 mesi. L’importo totale di queste transazioni non è stato reso noto ma potrebbe superare i 6 miliardi di dollari.Queste cinque grandi case commerciali “hanno molte joint venture in tutto il mondo ed è probabile che creino ancora più partnership”, ha detto Buffett nella dichiarazione diffusa dopo l’annuncio dell’operazione. “Spero che ci saranno opportunità di reciproco vantaggio in futuro”, ha aggiunto. Queste cinque società giapponesi hanno profonde ramificazioni sia nell’economia giapponese che internazionale, e in un’ampia varietà di settori di attività (metalli, energia, chimica, alimentare, distribuzione, immobiliare).La mossa dell’Oracolo di Omaha, fatta per “mantenere gli investimenti nipponici a lungo termine”, ha fatto schizzare i titoli coinvolti anche per il possibile incremento delle quote: Itochu (+5,78%), Marubeni (+12,17), Mitsubishi (+9,95%), Mitsui (+6,47)e Sumitomo (+11,07%)..La holding di Buffett, che è il quarto uomo più ricco del pianeta con una fortuna stimata da Forbes in 72 miliardi di dollari, ha accusato il colpo della pandemia del Covid-19, soprattutto per le partecipazioni nelle compagnie aeree. Nella nota, Buffett, che il 30 agosto ha compiuto 90 anni, ha detto di «essere lieto che Berkshire Hathaway partecipi al futuro del Giappone e alle cinque società scelte per gli investimenti».La scelta di Buffett ha sorpreso gli operatori del mercato, in quanto le case d’investimento nipponiche sono state a lungo lontane dai favori degli investitori. La significativa esposizione al settore energetico e la volatilità dei prezzi delle commodities sono stati interpretati come punti deboli di queste società.


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Popolare Bari, slitta l’assemblea del 16 settembre

ServiziobancheNessuna proposta di delibera sulla governance è arrivata entro i termini previstidi Vincenzo Rutigliano(13705)Nessuna proposta di delibera sulla governance è arrivata entro i termini previsti2′ di letturaTutto rinviato per il ritorno alla gestione ordinaria della popolare di Bari. L’assemblea ordinaria prevista per il 16 settembre per decidere la nuova governance è stata revocata dai commissari straordinari: nei termini previsti, le ore 21 del 28 agosto, non è arrivata alcuna proposta di deliberazione completa sui 3 argomenti iscritti all’odg: numero (da 5 a 7) e nomi dei componenti il cda, il presidente, la durata in carica del consiglio, il collegio sindacale. E ai commissari, Blandini e Ajello, non è restato che decidere la revoca della convocazione.Se nessuna proposta è stata presentata è segno che il MCC (97% del capitale sociale della Popolare) e le istituzioni da cui dipende, hanno bisogno di più tempo per definire e completare l’assetto da proporre e decidere per la governance della banca. Insomma ci sono “filiere” decisionali che devono essere percorse per intero, dal Mcc a salire, prima di approdare ad una proposta e decisione ufficiale.La governanceÈ anche il segno che la nuova governance deve avere uno standing particolare, con uomini di esperienza consolidata e “mestiere” per rilanciare una banca così grande e complessa. Il risultato della revoca è che i commissari straordinari, nominati da Bankitalia a dicembre scorso, dovranno reggere la popolare sicuramente fino al prossimo autunno, con l’effetto di allungare ancora il periodo di amministrazione di cui poi dovranno presentare il bilancio a Bankitalia, entro 4 mesi dall’assemblea ordinaria che individuerà il nuovo cda e d il nuovo collegio sindacale.Tutto rinviato di qualche settimana dunque – vedremo quante – a dispetto delle sollecitazioni di qualche mese fa che spingevano per un pronto ritorno, della più grande popolare del Sud per dimensione, alla gestione ordinaria con vertici stabili e rilancio della sua “mission”. Quella -come più volte annunciato e promesso – di banca del Meridione in grado di sostenere sia la clientela retail (famiglie e pmi), che i gruppi imprenditoriali con difficoltà maggiori di accesso al credito.


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